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Dello Iacono Pasquale

Chi è Pasquale Dello Iacono?
Un giovane architetto della provincia di Caserta con delle visioni molto chiare e dei traguardi molto ambiziosi che si è prefissato già da bambino ed ha lavorato interrottamente per raggiungerli.

Qual lavoro sognavi di fare da bambino?
Sognavo ed ho sempre affermato di voler diventare un giorno un professionista che operava nella filiera dell’edilizia, un architetto, un geometra, un ingegnere o un costruttore.

I tuoi genitori quale lavoro avrebbero voluto per te?
Mio padre ci ha lasciato molto liberi sulla scelta, ma suggeriva di intraprendere, successivamente agli studi, un percorso da impiegato. Ma sono andato avanti con caparbietà e ambizione nel voler intraprendere la libera professione.

Qual è il patrimonio valoriale che ti ha lasciato la tua famiglia?
L’insegnamento di dedicarmi molto al lavoro, quindi lavorare in modo incessante per raggiungere degli obiettivi.

Tuo padre auspicava per la tua serenità un lavoro tranquillo di dipendente statale ma tu hai voluto fortemente diventare un professionista senza arrenderti.
Quel valore di essere dedito al lavoro io l’ho portato avanti e lo sento ben saldo in me, però con ambizioni molto più elevate e con percorsi molto più sacrificati. Ambizioni che, conoscendo le mie possibilità, mi sono prefissato fin da ragazzino e quindi ho iniziato a lavorare molto presto in modo congiunto agli studi per raggiungere quegli obiettivi.

Come e quando ti sei formato?
Cresciuto in un ambiente legato all’edilizia, fin da ragazzo ero appassionato e curioso di osservare e aiutare. Dopo il diploma da Geometra, con le idee chiare, ho iniziato a collaborare in uno studio di architettura per capire se fosse la mia strada. Mi sono poi laureato in Architettura, affiancando studi, corsi di formazione e collaborazioni con colleghi esperti, da cui ho appreso molto.

Come sono stati i primi passi come praticante?
I primi passi nel mio lavoro sono iniziati diversi anni fa nel capire come funzionava uno studio, quali erano i servizi che si potevano offrire, quali erano le diverse specializzazioni, ma soprattutto capire quali fossero i principali know-how di uno studio e i potenziali clienti, le richieste che facevano e come venivano gestite le commesse e tu cosa potevi offrire loro per essere riconosciuto come un riferimento.

Hai sviluppato delle skills nello svolgimento di cosiddetti lavoretti da ragazzo che poi ti hanno portato a risolvere problemi nella tua professione?
Le esperienze lavorative, dal praticantato in studi tecnici al servizio civile e al lavoro in cantiere, mi hanno fornito competenze preziose che si sono rivelate utili nella mia attività professionale.

A un giovane che vuole intraprendere la tua professione cosa suggeriresti di fare?
Individuare il know-how più adatto, approfondirlo con curiosità, confrontarsi con colleghi e iniziare a lavorare, anche senza guadagno iniziale, per costruire un futuro più redditizio. Lavorare di più rispetto a quello che si può guadagnare perché un giorno si guadagnerà di più rispetto alla quantità di lavoro che si svolge.

Hai “rubato il lavoro” degli altri architetti o l’hai imparato osservando con molta pazienza, con molta dedizione e con molta perseveranza?
Oltre a “rubare il lavoro”, consiglio ai giovani di osservare gli architetti, capire come risolvono problemi e riflettere su come affrontare future commesse con un proprio approccio. Mi piacerebbe collaborare con universitari desiderosi di imparare, capaci anche di cogliere le criticità nella gestione di uno studio.

Se potessi comunicare al giovane che eri venti anni fa, cosa ti diresti?
Gli direi di divertirsi di più, di non prendersi troppo sul serio e però tenere allo stesso tempo ben saldi e chiari gli obiettivi da traguardare.

Sei contento della tua vita?
Sì sono contento di quello che sono riuscito a costruire nel mio piccolo.

I tuoi obiettivi condizionano la tua vita o la tua vita condiziona i tuoi obiettivi?
Purtroppo i miei obiettivi condizionano la mia vita. I miei obiettivi condizionano la mia vita, richiedendo sacrifici che influenzano la famiglia e l’organizzazione quotidiana. Scelgo orari e gestione in funzione del lavoro per raggiungerli. Sono schematico, seguo cronoprogrammi e checklist per obiettivi, competenze, formazione e commesse da completare o acquisire.

Da architetto di successo che consiglio loro daresti ai tuoi colleghi alle prime armi?
Specializzarsi, promuoversi, fare marketing e creare sinergie con colleghi e operatori del settore, dagli ingegneri alle imprese e agli investitori immobiliari.

Spiegaci in dettaglio l’architetto Pasquale Dello Iacono di cosa si occupa.
Mi occupo principalmente di clientela privata, comprendendone le esigenze e offrendo soluzioni su misura, sia funzionali che economiche. Inoltre, con lo Studio, collaboriamo anche alla realizzazione di opere per la Pubblica Amministrazione.

Mi dai tre motivi per scegliere l’architetto Pasquale Dello Iacono come architetto della propria casa, del proprio capannone, della propria impresa?
Per la forte dedizione al lavoro, l’immedesimazione che rende proprio l’obiettivo del cliente, la costanza e la capacità di “problem solving”.

Qual è l’obiettivo del tuo Studio?
Ci siamo previstati l’obiettivo di essere sempre presenti nel mondo della costruzione del pubblico da qui perlomeno alla fine del PNRR e intanto stiamo migliorando sempre di più nel residenziale per cercare di fare un proprio branding che magari possa aiutare a soddisfare una cerchia di clienti più mirata.

Cosa ti dice la parola BNI?
BNI (Business Networking International) è un network professionale di grande valore, in cui le relazioni tra esperti di diversi settori si rivelano costruttive e arricchenti. Ogni incontro è un’opportunità per conoscere nuove persone, approfondire tematiche e acquisire nuove competenze. Il confronto con professionisti di diversi ambiti migliora la capacità di argomentazione, utile nelle relazioni con clienti e aziende. Inoltre, BNI offre una rete di supporto in cui esperti leader nei loro settori possono fornire assistenza e soluzioni per ogni esigenza professionale.

I giovani di oggi sono la prossima la Governance di questo paese, che consiglio possiamo offrir loro?
Consiglio di studiare e di lavorare in direzione degli obiettivi che si sono prefissati. Avere un sogno nel cassetto, ambire ad una professione e iniziare a lavorare per quel lavoro e migliorare le competenze attraverso lo studio.

Da grande che lavoro vuoi fare o cosa vuoi fare?
Sono felice di essere un Architetto.

Cosa vuoi lasciare di te?
A tutte le persone che hanno modo di conoscermi voglio lasciare un’esperienza positiva e costruttiva.

Cosa ti viene in mente ascoltando l’acronimo IBC o Italian Best Company?
Ascoltando IBC mi viene in mente una cerchia di persone che hanno lavorato tanto e ce l’hanno fatta.

Come hai trascorso quest’ultima ora?
Benissimo.

Grazie Pasquale.
Grazie a voi.

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